Trekking

Trekking Grottadoggi (Isola d’Elba)

Partenza: S.Piero, Museo MUM

Ritorno: S.Piero, Museo MUM

Durata: 3 h

Difficoltà: medio/facile

Lunghezza: 4 km circa

Interesse: mineralogico/storico/naturalistico

Costo del servizio: euro 20,00 (adulti) – euro 10,00 (bambini). Diritti di agenzia euro 3,00.

 

Da meta’ settecento, questa valle è stata percorsa, studiata e scavata da collezionisti, appassionati e ricercatori di tutto il mondo. Grotta d’Oggi è un tempio, un posto sacro per tutti gli amanti dei minerali, i fiori di pietra.

 

Percorso: si tratta di un percorso ad anello che si snoda all’interno della verde valle del Bovalico tra S.Piero e S.Ilario, con  sosta in prossimità della trincea di scavo per l’osservazione e la raccolta di piccoli campioni

 

*L’escursione include la visita guidata del MUM

 

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Trekking Isola di Capraia

Giorno: venerdì

Partenza: Portoferraio h 09.30/Marciana Marina h 10.00 motonave Aquavision

Arrivo: Capraia h 11.30

Partenza: Capraia h 16.30

Arrivo: Marciana Marina h 18.00/Portoferraio h 18.30

 

CAPRAIA, Il vulcano dell’arcipelago:

Un viaggio in un’isola dura e aspra; natura selvaggia, coste impervie e rocce dai mille colori; Capraia riserva inaspettate sorprese: dolci essenze della macchia mediterranea e silenzi surreali, panorami suggestivi e percorsi ricchi di storia e natura; unica isola vulcanica dell’arcipelago, nasconde in meno di 20 km quadrati un numero eccezionale di habitat ed endemismi; prima delle isole toscane a diventare Parco Nazionale, rappresenta un gioiello assoluto nel panorama del mediterraneo

 

Durata: 1 h 30 m

Difficoltà: Facile

Interesse: storico/artistico

Costo del servizio:  7,00 euro adulti – 3,50 euro dai 4 fino ai 12 anni – gratuita fino ai 4 anni. Diritti di agenzia euro 3,00.

 

VISITA DEL PAESE: visita al piccolo borgo con le sue fortificazioni, per conoscere la storia, la vita e le particolarità di una delle più aspre e selvagge isole del mediterraneo. Il paese viene raggiunto a piedi tramite il breve e panoramico tratto di strada asfaltata

 

Durata: 3 h

Difficoltà:  media

Interesse: storico/archeologico/naturalistico

Costo del servizio: 10,00 euro adulti – 5 dai 4 ai 12 anni – gratuita fino ai 4 anni

 

ESCURSIONE NATURALISTICA: un percorso breve ma capace di far apprezzare la natura di questa isola; dopo la visita del paese, il percorso continua in direzione del “Reganico”, incantevole terra una volta coltivata, tra antichi terrazzamenti, piante da frutta selvatiche e profumata macchia mediterranea; giunti a Cala dello Zurletto, ci tratterremo per un bagno tra acque smeraldine e rosse rocce vulcaniche. Da qui faremo ritorno al paese

 

 

 

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Trekking Isola del Giglio

Giorno: mercoledì

Partenza: Porto Azzurro h 09.30 motonave Aquavision

Arrivo: Giglio h 11.30

Partenza: Giglio h 16.30

Arrivo: Porto Azzurro h 18.30

 

VISITA GUIDATA DI GIGLIO CASTELLO

Durata: 1 h 30 m

Difficoltà: Facile

Interesse: storico/artistico

Costo del servizio: euro 11,00 (adulti) – euro 7,00 (bambini). Diritti di agenzia euro 3,00. Prezzo comprensivo del costo taxi solo andata.

Giglio Castello è il centro abitato più antico dell’Isola. Arroccato sulle cime isolane a circa 400 metri di altezza sul mare, rappresenta oggi uno dei borghi medievali in miglior stato di conservazione del mediterraneo. Completamente cinto dalle originarie mura difensive, opera della potente repubblica marinara di Pisa successivamente potenziata dai Medici di Toscana, offre un’immagine suggestiva, un paese letteralmente scolpito nel granito. Le case addossate, le torri e le mura che seguono millimetricamente le irregolarità del suolo su cui poggiano, i  “balzuoli”, alti gradoni che avevano lo scopo di collegare le vie basse e le vie più alte, le gallerie, gli strettissimi camminamenti, i giochi del sole fra le impervie strutture architettoniche che ora si aprono e ora si chiudono a seconda dello spazio disponibile in alto o a terra; tutto questo è Giglio Castello, vero e proprio gioiello dell’arcipelago. Dalla Piazza esterna alle mura, che raggiungeremo tramite pulmino taxi partendo dall’abitato di Giglio Porto, entreremo nell’antico borgo attraverso il “trione di S.Anna”, tre ingressi che una volta servivano a “spezzare” la forza dell’eventuale invasione, e da qui; tra vicoli e viuzze, sottopassi e balzuoli, arriveremo alle piazze più alte. Dalla possente fortezza degli Aldobrandeschi, signori del Giglio nella seconda metà del 1200, dalle aperture e dai torrioni difensivi straordinariamente conservati, godremo di scorci mozzafiato sul mare, sulle isole dell’arcipelago e sullo splendido golfo di Giglio Campese. Dopo una visita alla chiesa di S. Pietro Apostolo, autentico museo storico religioso contenente un reliquiario di grande interesse, torneremo alla piazza fuori di mura.

 

ANTICA MULATTIERA Giglio Castello – Giglio Porto (FACOLTATIVO)

 

Durata: 1 h

Difficoltà: Facile

Interesse: naturalistico

Costo del Servizio: incluso nel servizio di visita Giglio Castello

 

Conclusa la visita di Giglio Castello,  la guida è a disposizione per effettuare il ritorno a Giglio Porto tramite l’antica mulattiera che una volta collegava i due abitati. Il percorso è suggestivo e panoramico, in discesa e con ampi tratti all’ombra. Si consiglia tuttavia, data la natura del suolo, una calzatura chiusa, anche un sandalo è più che sufficiente.

 

IMPORTANTE:

per coloro che intendono fare ritorno rapidamente a Giglio Porto è consigliato ricorrere ai taxi (l’appuntamento è intorno alle 13,45,  il costo è di 3 euro). Chi desidera passare ancora del tempo a Giglio Castello potrà usufruire dei bus pomeridiani che nel pomeriggio sono frequenti e meno congestionati (i ticket si acquistano al tabacchi o al bar della piazza).

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Trekking Isola d’Elba + Pianosa Multisport

Settimana all’Isola d’Elba (2 gg) + Pianosa (3 gg)

Periodo: bassa stagione (esclusi giugno, luglio, agosto).
Categoria: escursionismo – Durata: 7 giorni/ 6notti – Difficoltà: Media

Costo del servizio: 725 € min. 4 pax in bassa stagione. Costi da rivedere nei mesi di giugno, luglio, agosto.

L’Isola d’Elba è un universo all’interno di un piccolo lembo di terra. Quella che oggi ai più è nota semplicemente come una rinomata località balneare, per millenni è stata oggetto degli interessi delle più grandi potenze; è stata meta di appassionati, cacciatori di tesori e studiosi per le sue  fortune geomineralogiche; è stata terra di vino ed agricoltura, di lavoro e di sudore; è stata terra di cave e miniere, di operai e naviganti, di pescatori e di pastori; è stata terra di potenti casati e piccolo regno del “Grande Corso”; è stata terra di industria, tra fonderie ed altiforni, di intellettuali e di combattenti, di guerre e di patrioti. Oggi, insieme alle sue sei sorelle, forma un Parco Nazionale nato per preservare l’immenso patrimonio di questo arcipelago, e continua ad essere meta di appassionati di natura e di sapere

 

1° GIORNO: arrivo

Incontro con i nostri operatori a Portoferraio. Trasferimento in albergo. Sistemazione in camera. Briefing e presentazione del soggiorno. Cena e pernottamento

 

2° GIORNO: trekking giornata intera

MARCIANA – M.CAPANNE – MARCIANA

Si tratta di uno dei percorsi più noti ed apprezzati per la sua panoramicità e per la ricchezza di spunti culturali e naturalistici; pur senza raggiungere una grande altezza, questo massiccio ha tutte le caratteristiche dei sistemi montuosi più importanti; dalla sua vetta si domina su tutto l’arcipelago toscano, circondati dalle vaste vallate che a raggera declinano verso il mare; il sentiero attraversa zone di ex coltivi, vecchi terrazzamenti, boschi di querce e di castagni; fa tappe in punti di incredibile suggestione, come la grotta di S.Cerbone ed il relativo romitorio, dove, nel periodo della decadenza romana, si insediò una comunità di religiosi dediti al culto del famoso santo che giunse sull’isola fuggendo alla persecuzione; lungo le vie percorse nel medio evo dai “mastri fabbri pisani”, che qui venivano con i loro operai specializzati nella realizzazione di forni per la cottura del ferro, il percorso si inerpica su creste e pendii, tra i vecchi caprili ed i resti di antichissimi insediamenti di età previllanoviana

 

3° GIORNO: Trekking giornata intera

CAVO – PORTO AZZURRO

Il percorso si sviluppa nel versante orientale, da est verso ovest; Cavo è la località all’estremo nord orientale dell’Isola; da qui parte la celebre GTE, grande traversata elbana, di cui il nostro percorso rappresenta la prima tappa. Si tratta di un itinerario vario e ricco come sempre di molteplici spunti; questo versante è noto dalla notte dei tempi per le sue enormi risorse minerarie, sfruttate dall’eneolitico fino ai tempi moderni; lungo le coste sono stati estratti per secoli i pregiati calcari policromi, i serpentini dalle proprietà termorefrattarie e le rocce ricche in manganese; da qui si dipana la via detta “delle fornaci”, letteralmente scolpita lungo le ripide scogliere

 

4° GIORNO:  Pianosa

Pianosa è la più vicina delle altre isole dell’arcipelago. Ex sede della prima colonia penale agricola italiana e famosa per aver ospitato il cosiddetto “carcere duro” ex art 41bis negli anni ’90, ad oggi rientra integralmente nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano ed è un sito di interesse comunitario protetto da normative europee. Il numero di visitatori è limitato

a 250 al giorno e, ad eccezione dell’ex abitato e della spiaggia nella quale è consentita la balneazione, per visitare l’area parco (ex colonia penale) è obbligatoria la guida (1guida ogni 25 persone). Sull’Isola PELAGOS è in grado di offrire una vasta gamma di servizi: trekking a tema, snorkeling, mountain bike, kayak personalizzati per i clienti del soggiorno. La partenza è la mattina dal porto di Marina di Campo (circa 40 minuti di navigazione)

 

1°giorno Pianosa (4°giorno)

La partenza è la mattina dal porto di Marina di Campo (circa 40 minuti di navigazione);

arrivo alle ore 11- sistemazione in hotel – visita del borgo – pranzo – bike nel pomeriggio – cena e pernottamento

Escursione in bike: paese- costa nord- costa ovest – spiaggia di Cala Giovanna

Una visita in mountain bike all’interno dell’Isola parco, tra i resti delle vecchie diramazioni carcerarie, immersi nei profumi e nei colori della macchia mediterranea, attraverso gli antichi coltivi e lungo le coste dai maestosi panorami.

 

2°giorno Pianosa (5°giorno)

Escursione in kayak: mattina

Cala Giovanna – Porto Romano – Cala Giovanna

Il percorso previsto va in direzione della splendida cala di Porto Romano, all’estremo nord dell’isola. Le sabbie bianche, insieme ai bassi fondali e alle selvagge pareti di roccia che scendono verticali rendono il kayak a Pianosa un’esperienza unica ed indimenticabile.

Escursione snorkeling: pomeriggio

Cala dei Turchi (non sono consentiti siti alternativi se si eccettua Cala Giovanna, dove lo snorkeling può essere effettuato senza guida)

Nuotare nelle acque protette di Pianosa, osservare le distese di prateria a posidonia e le innumerevoli pinna nobilis (il più grande mollusco bivalve del mediterraneo) aggrappate al fondale di sabbia, scrutare gli anfratti dimora delle grandi cernie ed entrare dentro le grotte sparse ovunque lungo le coste; un’altra esperienza che solo in questo straordinario posto è possibile vivere

 

3°giorno Pianosa (6°giorno)

Escursione trekking: mattina

Paese – Cala del Bruciato – Giudice – Agrippa –  Golfo della Botte – Paese

Lungo il percorso rivivremo la storia della prima colonia penale agricola italiana;

ricostruiremo i ritmi e gli aspetti della vita quotidiana di coloro che qui si trovavano, dei detenuti, delle guardie e delle loro famiglie,  di tutti coloro che servivano per far funzionare questa colonia ed il piccolo paese che ne originò; come sempre, lo faremo immersi in una natura dalla bellezza unica, tra affacci panoramici su cale selvagge ed una vista su un mare dai colori sorprendenti, libero da imbarcazioni, navi e da qualunque altra cosa che possa disturbare il suo incanto

Partenza da Pianosa alle 17.00 e rientro a Marina di Campo per le 18,00 circa

 

7° GIORNO: partenza

Trasferimento dall’Hotel a Portoferraio per l’imbarco

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Trekking Monte Capanne

MARCIANA – MONTE CAPANNE – POMONTE 

Distanza:
16 km
Durata: 7 ore
Difficoltà: medio/impegnativo
Interessi: archeologico – storico – naturalistico
Costo del servizio: 35 € min. 5 pax

Si parte da Marciana m. 375 il paese più alto dell’isola, edificato sul versante nord del massiccio granitico del Monte Capanne. Percorrendo gli austeri e ripidi vicoli del borgo medioevale raggiungiamo la fortezza costruita intorno al 1200 per poi immetterci sull’agevole sentiero che attraversa la verde valle di Pedalta fino al romitorio di S. Cerbone. Il santuario fu costruito nel 1421 nei pressi della “Grotta del Santo” dove San Cerbone si ritirò nell’ultimo periodo della sua vita prima di morire nel 575. Lasciato il romitorio si inizia l’ascesa al Monte Capanne 1019 m. prima percorrendo un sentiero sotto i castagni, dove è possibile incontrare i mufloni, poi attraversando i ripidi “macei” tra i lecci. A 40 minuti dall’eremo incontriamo un caprile (rifugio in pietra dei vecchi pastori elbani) ed un “chiuso” (recinto per il bestiame). Qui il sentiero si fa molto più panoramico e ci conduce fino alla vetta del Monte Capanne, dalla quale si può godere un impagabile panorama su tutta l’isola d’Elba e sulle altre isole dell’arcipelago Toscano, la Corsica e buona parte della costa toscana. Dal Capanne percorriamo a ritroso un tratto del sentiero e raggiungiamo il Malpasso m. 870 piccolo altipiano posto a metà tra il Capanne e il Monte Calanche, da qui continuiamo a scendere verso il colle della Grottaccia, sotto l’occhio vigile delle poiane e del falco pellegrino, raggiungiamo e attraversiamo la valle di Pomonte, percorsa da un torrente ricco d’acqua anche d’estate, caratterizzato da piccole cascate e laghetti. Questa grande valle (la più grande dell’isola) in passato è stata terrazzata dal mare fino a 640 metri e coltivata a vite; oggi gran parte dei vigneti sono stati abbandonati, ma rimane questo enorme “anfiteatro” di granito a testimoniare il grande lavoro dei contadini elbani. L’ escursione termina a Pomonte tra le piante di limone e le bianche case affacciate sul mare.

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La Grande Traversata Elba (GTE)

La Grande Traversata Elbana in trekking è il miglior modo per conoscere davvero l’Isola d’Elba. Camminando sui sentieri in compagnia di esperte e qualificate guide locali, scopriamo una natura ancora intatta, le tracce di una storia millenaria, la cultura di un popolo che ha assorbito nei secoli l’influenza di tante civiltà; e ancora, le sue sorprendenti caratteristiche geologiche e mineralogiche ed il suo straordinario patrimonio di biodiversità. Questa è la GTE, un’esperienza vissuta intensamente tra panorami infiniti, storia e con l’emozionante silenzio che solo la natura può regalare.

Costo del servizio: 520 €  min. 4 pax

PROGRAMMA

1° giorno sabato: arrivo con i propri mezzi fino al porto di Piombino, imbarco sul traghetto per Portoferraio, trasferimento da Portoferraio all’hotel, sistemazione nelle camere, cena, pernottamento.

2° giorno domenica: colazione, incontro con la guida ed escursione trekking di intera giornata con percorso Cavo – Porto Azzurro, pranzo al sacco, cena, pernottamento.

3° giorno lunedì: colazione, incontro con la guida ed escursione trekking di intera giornata con percorso Porto Azzurro – Marina di Campo, pranzo al sacco, cena, pernottamento.

4° giorno martedì: colazione, incontro con la guida ed escursione trekking di intera giornata con percorso Marina di Campo – Poggio, pranzo al sacco, cena, pernottamento.

5° giorno mercoledì: colazione, incontro con la guida ed escursione trekking di intera giornata con percorso Poggio – Pomonte, pranzo al sacco, cena, pernottamento.

6° giorno giovedì: colazione, trasferimento a Portoferraio e imbarco sul traghetto per Piombino.

 

Cavo – Porto Azzurro, la dorsale orientale: durata 8 ore, lunghezza 17,6 km, quota massima 516 m, dislivello complessivo 878m, interesse geologico, storico, panoramico.

Si parte da Cavo (2 m) ed iniziamo a salire in direzione di Monte Grosso. Arrivati sulla vetta (348 m), troviamo “Il Semaforo”, un’importante postazione militare di vedetta usata dai soldati italiani durante l’ultima guerra mondiale; davanti, un panorama superbo: ad Est il paese di Cavo, gli isolotti di Topi, Palmaiola e Cerboli, posti tra l’Elba e la costa toscana; oltre il canale, come diciamo noi, il continente; ad Ovest, l’intera costa settentrionale elbana. Scesi dal lato occidentale di Monte Grosso, circondati da una fitta vegetazione, attraversiamo la Valle delle Fiche per poi salire sul ripido Monte Strega (425 m) dalla cui vetta è ben visibile il vasto complesso minerario di Rio.

Continuando lungo il panoramico sentiero di cresta in un susseguirsi di piccoli saliscendi, arriviamo sulla cima di Monte Capannello (406 m); splendida la vista sulle baie di Bagnaia e Nisporto e sul paese di Rio Elba. Il sentiero ci porta fino alla pineta delle Panche (325 m) da dove iniziamo a salire in direzione della vetta più alta della giornata: Cima del Monte (516 m). Dalla vetta il panorama è maestoso, domina tutta L’Elba Orientale, permette di scrutare nel dettaglio il Castello del Volterraio e la baia di Portoferraio.

Dominando il mare a sud e a nord, arriviamo alla Piana della Principessa (339 m), importante sito archeologico, per poi risalire su Monte Castello (389 m). In basso a sud, si apre l’impervia valle del Monserrato; a metà valle, incastonato su un cucuzzolo di rocce, sorge il santuario spagnolo della “Madonna di Monserrato”; qualche chilometro avanti, sulla piana, si estende il paese di Porto Azzurro, dominato dalla fortezza di San Giacomo, realizzata dagli spagnoli ai primi del ‘1600.

Scendendo, lasciamo le suggestive rocce rosse della dorsale Orientale e dopo aver attraversato oliveti e vigneti, entriamo nell’abitato di Porto Azzurro (1 m) dove termina la prima tappa.

Porto Azzurro – Marina di Campo, la dorsale centrale: durata 8 ore, lunghezza 15,5 km, altitudine massima 377 m, dislivello complessivo 859 m, interesse storico, panoramico.

Lasciato il paese di Porto Azzurro (1 m), risaliamo la valle del Botro fino a Casa Galletti per poi scollinare a 250 m nella valle del Buraccio, con le sue dolci colline coltivate a vigna ed ulivo; percorriamo la valle fino a raggiungere i vigneti di Casa Marchetti (10 m). Risaliamo in direzione di Monte Orello, (377 m) ennesimo punto panoramico e sede di una complessa rete di bunker militari della seconda guerra mondiale.

Scendendo da Monte Orello, attraversando una vecchia sughereta, raggiungiamo la sorgente di “Fonte agli Schiumoli”, sfruttata già in epoca Etrusca, quindi proseguiamo fino al passo di Colle Reciso (200 m), sormontato da una grossa cava di calcare; da qui iniziamo a percorrere la “Dorsale Centrale”, fino al Poggio del Molino a Vento (288 m), antico molino circondato da verdi prati con vista sul grande golfo di Lacona.

Il sentiero immerso nella vegetazione sale ripido fino a Monte Barbatoia (368 m); seguendo il crinale, raggiungiamo in pochi minuti Monte San Martino (360 m), posizionato esattamente al centro dell’Elba.

Scendiamo lasciando alla nostra destra la valle di Literno; camminiamo lungo la mulattiera militare verso sud fino al passo del “Monumento” (263 m); sotto grandi piante di corbezzolo ed erica arborea scopriamo le trincee ed i bunker dell’ultima guerra; raggiungiamo la vetta di Monte Tambone (377 m) che ci regala uno dei più bei panorami dell’Isola.

Scendiamo in direzione di Marina di Campo (1 m) contornati da cisti, ginestre e piante di rosmarino e terminiamo l’escursione sulla spiaggia di sabbia bianca.

Marina di Campo – Poggio, la vetta dell’Elba: durata 7 ore, lunghezza 19,8 km, altitudine massima 1019 m, dislivello complessivo 1120 m, interesse storico, naturalistico, panoramico.

Lasciato il paese di Marina di Campo (1 m) caratterizzato dalla torre di avvistamento del XV sec., risaliamo il vecchio sentiero che collegava il piccolo porto campese con il paese di San Piero (217 m).

San Piero storicamente è il paese più importante del versante sud del Monte Capanne, conosciuto già nell’antichità per le sue cave di granito. Attraversiamo i vicoli lastricati in granito ed imbocchiamo il viottolo in località Le Piane, dove Evangelista, l’ultimo pastore di S. Piero, raccoglieva le sue greggi di capre; passando dalle ultime cave di granito ancora attive continuiamo a camminare, circondati dalla bassa macchia in cui spiccano il cisto e la ginestra, fino a raggiungere il molino ad acqua di Moncione (366 m) dove veniva macinato il grano fino agli anni ’50.

Continuiamo attraversando una delle zone archeologiche più importanti dell’Isola dove, oltre alle necropoli villanoviane, spiccano le antiche cave di granito di epoca Romana che ancora oggi conservano numerose colonne pressoché complete; alcune superano i dieci metri di lunghezza per oltre 30 tonnellate di peso.

Lasciando alla nostra destra Vallebuia, risaliamo fino ai 548 m di Pietra Murata, grosso monolite di granito sfruttato dagli antichi come postazione di vedetta, intorno al quale si era sviluppato un villaggio costituito da rifugi sottoroccia e capanne in pietra. Proseguiamo, risalendo dolcemente, fra cisti e felci, circondati da coti e lastroni di granito su cui spesso si possono ammirare degli splendidi esemplari di muflone, fino a raggiungere “Le Macinelle” (600 m).

Le Macinelle sono due rifugi in pietra a pianta circolare che nella forma ricordano gli igloo degli Eschimesi; costruiti su un pianoro erboso affacciato sul mare sottostante, creano un suggestivo quadro di semplicità ed armonia che li hanno fatti diventare il simbolo dell’escursionismo pedestre Elbano.

Dopo aver superato il fosso dell’Inferno giungiamo al “Colle della Grottaccia” (645 m): anche questa località ricca di tracce archeologiche ci aiuta a ricostruire la vita degli antichi Elbani. Da qui risaliamo il crinale verso nord-est lasciandoci a destra la rigogliosa Valle dei Mori percorrendo la via del “Malpasso”, il cui nome spiega perfettamente la tipologia di sentiero, circondati da rocce granitiche in cui l’erosione ha scolpito fantasmagoriche figure e raggiungiamo il quadrivio delle Filicaie (870 m), punto di inizio delle due principali valli isolane: La Valle di Pomonte a Sud Ovest e quella della Nevera a Nord Est.

Da questo panoramico pianoro cominciamo l’ascesa alla maggiore vetta elbana risalendo un costone roccioso che ci permette di ammirare il cuore ancora selvaggio dell’Isola, per poi arrivare sulla vetta del Monte Capanne (1019 m) ed ammirare l’Elba nella sua interezza: le Isole di Gorgona e Capraia a Nord, la costa italiana ad Est, le isole del Giglio, Montecristo e Pianosa a Sud e la grande Corsica con le sue vette spesso innevate ad Ovest.

Lasciata la vetta scendiamo dal versante Nord lungo un sentiero che si snoda a tornanti tra grossi lastroni di granito fino alla sella del Ferale (620 m) da dove, circondato da erica e corbezzoli, il sentiero termina direttamente nei vicoli del borgo di Poggio (350 m).

Poggio –  Pomonte, l’antica via di comunicazione: durata 8 ore, lunghezza 19,5 km, altitudine massima 748m, dislivello complessivo 750 m, interesse storico, panoramico.

Partiamo dalla piazza di Poggio (350 m) dopo pochi metri iniziamo a salire, con il conforto dell’ombra dei castagni, fino al romitorio di San Cerbone (531 m), costruito dai benedettini intorno al 1400 in ricordo del santo che in questi luoghi visse agli albori del Cristianesimo; il sentiero è agevole; percorre su un livello pressoché costante la Valle di Pedalta, per poi inserirsi, attraversata una pineta, sul selciato della via Crucis che collega il paese di Marciana al Santuario della Madonna del Monte (630 m), al termine delle quattordici piccole cappelle.

Il santuario, edificato tra il XVI e il XVII sec., è caratterizzato da un elegante fontanile in granito costruito nel 1696 davanti alla facciata della chiesa e deve la sua fama al soggiorno di Napoleone nell’estate del 1814.

Lasciato il santuario con i suoi secolari castagni proseguiamo verso il Masso dell’Aquila (634 m) rifugio sottoroccia già abitato nella preistoria, punto panoramico eccezionale dal quale si domina tutta la costa nord dell’Elba, ed in particolare l’abitato e la baia di Sant’Andrea.

Continuando sul sentiero che collega Marciana a Pomonte, arriviamo in quota a Serra Ventosa, per poi iniziare a scendere dolcemente fino a raggiungere la sorgente del Bollero (634 m), circondati dai castagni; risaliamo tra piante di leccio e corbezzolo (che qui raggiungono dimensioni eccezionali) fino a raggiungere il Troppolo. Svoltando a sinistra in direzione di Pomonte, procediamo lungo un bel sentiero selciato ammirando dall’alto il lato occidentale dell’Isola fino a raggiungere la Terra (600 m), da dove iniziamo a vedere la Valle di Pomonte. Iniziamo a scendere nella stessa, fiancheggiati dai terrazzamenti dei vigneti abbandonati quasi completamente fino a raggiungere il paese di Pomonte (25 m).

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